Kevin
Swierkosz-Lenart

GUITARIST COMPOSER

“Le sue opere per e con chitarra denotano una mano colta e, al tempo stesso, un’immaginazione musicale fresca e disinvolta, che sa evitare sia le banalità idiomatiche sia gli accademismi da primo della classe.”

Angelo Gilardino

“Sebbene sia da molto tempo collegato al mondo della chitarra, Kevin Swierkosz-Lenart è, per così dire, un compositore appena nato. Le composizioni di Kevin sono autentiche e profonde esplorazioni della sua umanità; sono opere creative che sono concepite con grande ispirazione e intelligenza”.

Dusan Bogdanovic

“Le sue opere per e con chitarra denotano una mano colta e, al tempo stesso, un’immaginazione musicale fresca e disinvolta, che sa evitare sia le banalità idiomatiche sia gli accademismi da primo della classe.”

Angelo Gilardino

“Sebbene sia da molto tempo collegato al mondo della chitarra, Kevin Swierkosz-Lenart è, per così dire, un compositore appena nato. Le composizioni di Kevin sono autentiche e profonde esplorazioni della sua umanità; sono opere creative che sono concepite con grande ispirazione e intelligenza“.

Dusan Bogdanovic

Catalogo

Lista aggiornata dei miei lavori per e con chitarra.

CATALOGO

Biografia

Kevin Swierkosz-Lenart è nato a Velletri nel 1988, si è diplomato in Chitarra Classica nel 2012. Ha studiato composizione con i Maestri Angelo Gilardino e Dusan Bogdanovic.

BIOGRAFIA

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Lista aggiornata dei miei lavori per e con chitarra.

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Biografia

Kevin Swierkosz-Lenart è nato a Velletri nel 1988, si è diplomato in Chitarra Classica nel 2012. Dal 2016 studia composizione con i Maestri Angelo Gilardino e Dusan Bogdanovic.

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A cosa serve una psicoterapia

28 Mar 2024|

La nevrosi è il modo in cui ho scelto di essere al mondo. Lo rivendico. Lo difendo. Sì e no. Sacro e profano. Bene e Male. Esistono uomini, dicono i Sufi, per cui il Paradiso è ancora soltanto una prigione. Io voglio essere un uomo così. La psicoterapia serve: è servita a me e sono convinto che serva ai pochi, pochissimi pazienti con cui l’ho praticata. Eppure non riesco a non trovare sublime la scena del funerale della psicoterapeuta, in Ma che colpa abbiamo noi di Carlo Verdone, in cui un personaggio completamente fuori di testa si alza ed inizia ad urlare in chiesa sono tutte chiacchiere! Non serve a niente!

Ritratto di Gastone Cecconello

06 Mar 2024|

Finalmente ritenni un quadro che si trova ora nel mio salotto: un lavoro polimaterico dominato dalla paletta del rosso, entro il quale si staglia come elemento di fascino magnetico un piccolo tassello umano, motivo tipico del mondo immaginativo di Cecconello. Quasi come il marchio-firma di Giuseppe Capogrossi, il tassello umano rappresenta una costante dei lavori di Gastone, un tema sul quale egli torna con fare martellante, quasi a volersene liberare, esorcizzandolo. Si tratta di un busto dal volto privo di connotazione, simile ad un manichino di De Chirico. In esso si condensa l’orrore della disumanizzazione dell’uomo, del suo farsi elemento anonimo di una massa, sottomesso a costrizioni che ne castrano l’immaginario, omologato in un pensiero unico che ne rende impossibile la realizzazione quale esperienza esistenziale unica ed irripetibile.

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